Piccolo blu e piccolo giallo. Felicemente si abbracciarono

In un momento come questo in cui, da ormai un anno non possiamo abbracciarci, ‘Piccolo blu e piccolo giallo’ di Leo Lionni è un libro che mi emoziona ancora più del solito. I protagonisti sono sue macchioline di colore, piccolo blu e piccolo giallo. Sono legati da un’amicizia profonda, tanto che un pomeriggio, piccolo blu rimane da solo a casa e nonostante le raccomandazioni della mamma di non uscire, non resiste e corre a cercare il suo amico piccolo giallo. Cerca, cerca, finalmente lo trova e, preso da una gioia incontenibile, lo abbraccia. Questo gesto crea una reazione improvvisa e inaspettata: piccolo blu e piccolo giallo si fondono e diventano verdi. Vanno a giocare insieme e si divertono spensierati, ma alla sera quando tornano a casa succede qualcosa di spiacevole: mamma e papà blu e giallo non riconoscono i loro figli, proprio perché sono diventati verdi. Come andrà a finire? Riusciranno i genitori a riconoscere i loro figli e a comprendere cosa è successo? Una storia bella e profonda come questa non può non avere un lieto fine.
Leo Lionni è artista poliedrico che ha sperimentato le più diverse forme espressive, spinto sempre dalla volontà di esplorare le potenzialità narrative delle immagini e della loro interazione con le parole. Con ‘Piccolo blu e piccolo giallo’ dimostra tutta la sua abilità nell’affrontare tematiche importanti come identità, diversità, ingenuità, condivisione, multiculturalità, in modo semplice ed efficace, ben sapendo che

i bambini reclamano attenzione e serietà, e soprattutto pensiero e tensione ideale.

Da professionista esperto e attento qual è ha pensato proprio a tutto.
I protagonisti di questa storia sono due pallini colorati abbastanza grandi da poter rivestire il ruolo di protagonisti, ma sufficientemente piccoli da potersi muovere nello spazio della pagina. Sì, perché tutto è comunicazione e anche la posizione che occupano nello svolgersi della storia ha un significato preciso: quando piccolo blu e piccolo giallo sono tristi occupano la parte bassa della pagina, mentre esprimono la loro gioia stando in alto; quando si cercano stanno ai bordi, proprio come se stessero giocando a nascondino tra una pagina e l’altra. Sono pallini costruiti a mano in modo tale da non essere troppo precisi e, di conseguenza, percepiti come qualcosa di finto e privo di vitalità.
La cosa davvero curiosa è la genesi di ‘Piccolo blu e piccolo giallo’. L’autore inventa questa storia per intrattenere i suoi nipoti Pippo e Ann – a cui peraltro il libro è dedicato insieme a tutti gli altri bambini – durante un viaggio in autobus; i bimbi erano eccitati e difficili da controllare e così Lionni, forte della sua esperienza di grafico, partendo da un’immagine colorata di blu, giallo e verde, dà vita all’avventura dei due protagonisti.libro Lionni
La storia quindi non nasce subito come disegno e nemmeno come libro: piccolo blu e piccolo giallo sono pezzi di carta colorati ricavati da una pagina della rivista Life e si muovono sulla cartellina che aveva appoggiata sulle ginocchia. Sono reali, si muovono e interagiscono fisicamente sotto gli occhi di Pippo e Ann e di tutti i passeggeri dell’autobus, come dichiara l’autore stesso. Solo in un secondo momento la storia diventa disegno e quindi libro, ma sempre mantenendo le caratteristiche di realtà e veridicità che l’hanno contraddistinta fin dalla sua origine.
Piccolo blu e piccolo giallo’ è un capolavoro di Leo Lionni, un classico senza tempo che permette di riflettere su temi fondamentali partendo da immagini semplici, ma capaci di parlare al lettore di qualsiasi età. I protagonisti sono due macchie di colore che non hanno occhi, naso, bocca, orecchie, capelli; due macchie di colore che non parlano, semplicemente agiscono e in questo modo manifestano le loro emozioni.
Emozioni e sentimenti, per essere compresi, vanno vissuti nella loro totalità, senza pregiudizi e con la gioia di accettare le conseguenze che ne possono derivare.
Piccolo blu e piccolo giallo fanno questo e insegnano ai loro genitori a fare altrettanto. Una storia paradigmatica che continua a ricordare l’importanza e la delicatezza delle emozioni che viviamo tutti i giorni e a insegnare soprattutto a noi adulti che l’incontro con l’altro, con chi è diverso da noi, non ci toglie nulla, ma al contrario ci arricchisce.

L. Lionni, Piccolo blu e piccolo giallo, Babalibri, 1999, pp. 48, € 10.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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