Frankenstein

Passai l’estate del 1816 nei dintorni di Ginevra. Il tempo era freddo e piovoso; la sera ci raccoglievano attorno al caminetto acceso e ci divertivamo a leggere storie tedesche di fantasmi, che ci erano capitate per caso fra le mani. Queste letture destarono in noi un burlesco desiderio di emulazione. Due altri amici (una storia dei quali riuscirebbe al pubblico di gran lunga più gradita di tutto quello che io potrò mai dare alle stampe) e io decidemmo di scrivere ognuno un racconto che si fondasse su qualche evento soprannaturale.
Ma il tempo si fece improvvisamente sereno; i miei due amici mi lasciarono per un’escursione sulle Alpi e persero, fra i loro splendidi panorami, ogni ricordo delle loro macabre fantasie. Il racconto che segue è il solo che sia stato condotto a termine.

È Mary Shelley stessa che, nella prefazione del settembre 1817 racconta la genesi di ‘Frankenstein’ il suo grande capolavoro, che ho deciso di rileggere nella settimana di Halloween. La trama non ha bisogno di essere raccontata: è la storia angosciante di Victor Frankenstein che, convinto della possibilità di riportare in vita i cadaveri, vede la sua stessa vita e i suoi affetti più cari distrutti dal mostro di cui lui stesso è il creatore.

[…] quando cerco una giustificazione alla nascita della passione che in seguito dominò il mio destino, la vedo sgorgare, come un fiume di montagna, da fonti umili e quasi dimenticate; ma gonfiandosi nel suo progredire, eccola trasformarsi nel torrente che ha travolto nel suo scorrere ogni mia gioia e speranza.

Mary Shelly, per rimanere in tema, è un mostro di bravura e ‘Frankenstein’ è senza ombra di dubbio una pietra miliare della letteratura gotica; ma è soprattutto un classico, un romanzo senza tempo, che continua a essere punto di partenza per riflettere su temi ontologici, filosofici ed etici tuttora di grande attualità.
A quali conseguenze può portare un dominio violento e senza misura della scienza sulla natura? Quando la sete di sapere oltrepassa il suo limite di ragionevolezza e diventa sete di potere, ambizione fuori controllo? Quali conseguenze genera la mancanza di assunzione di responsabilità delle proprie azioni da parte di ciascuno di noi? Chi è il vero mostro, la creatura o il creatore? Fino a che punto è legittima la paura del ‘diverso’? Quali sono gli effetti devastanti dell’odio?frankenstein libro
Un capolavoro di duecento anni fa che pone domande alle quali è difficile rispondere ancora oggi nel ventunesimo secolo. Mary Shelley scrive questo romanzo da giovane, ma dimostra una grande maturità nella costruzione della struttura: un primo narratore che diventa spettatore nel momento in cui subentra una seconda voce narrante. I punti di vista sono tutti espressi e il lettore è sempre coinvolto negli stati d’animo di chi racconta la storia; anche il mostro, a un certo punto, dice la sua e in questo modo il quadro è davvero completo. Al di là di tutte le trasposizioni cinematografiche, credo che ’Frankenstein’ sia un classico della letteratura da leggere almeno una volta nella vita; come esperienza di lettura in quanto tale, per le tematiche che affronta e perché in questo caso il cinema proprio non rende ragione all’opera della Shelley.

M. Shelley, Frankenstein, Einaudi, 2016, pp. 250, € 9.00 (trad. L. Lamberti)

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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