Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie

Hedy Lamarr

Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie’: “galeotto fu il titolo e chi lo scrisse”, devo proprio dirlo.
Ho visto la copertina, ho letto il titolo e non ho saputo resistere. È un’opera particolare che mi ha attirato e affascinato immediatamente, già per il solo fatto che si occupa di un universo del femminile praticamente inesplorato.

Un itinerario lungo la storia della scienza e dell’istruzione femminile che mette in luce figure per troppo tempo ignorate o sottovalutate, come l’attrice hollywoodiana Hedy Lamarr, cui è dedicata la copertina. È famosa per la sua bellezza, ma quasi nessuno sa che negli anni Quaranta inventò lo Spread Spectrum, una tecnologia oggi usata per il Wi-Fi.


Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie’ non racconta una storia, ma più di cento; non sviluppa una trama, ma più di cento; che, forse, non è nemmeno corretto dire questo. Le oltre cento donne che occupano le 253 pagine di questo volume, in realtà, narrano una storia attraverso cento vite e altrettante biografie che, nel loro insieme, danno corpo e sostanza a un racconto di cui sappiamo poco: la storia della scienza al femminile.scienziate nel tempo
Un altro aspetto interessante di questo libro, che non esito a definire necessario, è che offre molte possibili prospettive di lettura. Di fatto è organizzato cronologicamente, nel senso che le donne della scienza vengono presentate dalla preistoria ai nostri giorni, ma questa non è l’unica possibile scelta di approccio di lettura. L’ordine cronologico suggerito dall’Indice può essere sostituito da altri percorsi che selezionano le protagoniste, ad esempio, per discipline, per interessi specifici, per il loro essere pioniere nell’ambito in cui hanno lasciato la loro impronta, per aver ottenuto oppure no il premio Nobel.
Come lettrice, ho apprezzato molto le parti di inquadramento storico che le autrici hanno deciso di mettere, perché offrono uno spaccato utile per capire meglio il concetto di scienza e della sua evoluzione; non mi ha meravigliato che, già nella Preistoria, il ruolo del femminile fosse di vitale importanza nell’ambito scientifico, pensando che, in quell’epoca scienza, di fatto, fosse l’abilità di utilizzare le erbe come medicamenti o la capacità di organizzare la coltivazione di piante e “droghe” necessarie alla fecondazione e alla sopravvivenza della specie.

Le donne, che erano responsabili della raccolta di frutti ed erbe, posero le basi della botanica e della medicina, grazie alla loro esperienza relativa alle piante commestibili e non, a quelle officinali e velenose.

Nell’Antichità l’importanza della donna comincia a essere evidente nelle discipline più propriamente culturali e meno finalizzate alla sopravvivenza. Nel Medioevo le donne cominciano ad avere accesso alla scrittura e, venendo sempre più ai giorni nostri, pur in una dimensione di continua inferiorità, il peso delle donne nella scienza diventa un aspetto sempre più difficile da trascurare.
Moltissimi nomi di donne che non avevo mai sentito dire, ma anche donne che fanno parte del bagaglio culturale di tutte noi; Ipazia, matematica e astronoma, Ildegarda di Bingen, filosofa della natura, Mileva Marić-Einstein, fisica e moglie del grande Albert, ma anche Maria Montessori, medica e pedagogista; e ancora Rita Levi Montalcini, medica, Fabiola Gianotti, fisica, Ilaria Capua, veterinaria.
Un mondo da scoprire e dal quale farsi attrarre e affascinare; un viaggio che merita di essere fatto non fosse altro che per riconoscere a noi donne il nostro vero valore anche laddove è ancora difficile ammettere che abbiamo qualcosa da dire, a volte più e meglio degli uomini.

S. Sesti – L. Moro, Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie, Ledizioni. 2018, pp. 253, € 16.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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