I racconti delle donne

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Annalena Benini, per Einaudi, ha curato ‘I racconti delle donne’, una raccolta tutta scritta da donne. Ci sono scrittrici da tutti universalmente conosciute e apprezzate (Marguerite Yourcenar, Natalia Ginzburg, Alice Munro, Elsa Morante, Virginia Woolf solo per citarne alcune) e altre, almeno per me, un po’ meno conosciute, ma ha poca importanza. Quello che invece conta è che la cifra che unisce queste donne: il filo rosso che attraversa tutta la raccolta è la bellezza dei contenuti e dello stile.

L’amicizia, l’invidia, l’amore, lo smarrimento, il sesso, la paura, l’ambizione, i figli, gli uomini, le risate, il coraggio. E la libertà: conquistarla, gettarla via, riprendersela in un istante di grazia.

Questi sono i temi che troviamo raccontati in questo capolavoro di poco meno di trecento pagine; fanno parte della vita di tutti i giorni e le autrici li raccontano tenendo conto della loro duplice essenza di donne e di racconti delle donnescrittrici. Prima donne, però, che, con grande generosità, si presentano agli occhi del lettore senza veli, senza finzioni, senza trucchi. Il loro mostrarsi è senza vergogna, autentico e genuino, perché è giusto che sia così.
Venti racconti di venti donne scrittrici, che ci accompagnano nei meandri di altrettante situazioni che, di fatto, sono sensazioni, emozioni, stati d’animo.
Elsa Morante, ci racconta il suo disagio di essere, da bambina, la prima della classe e la stanchezza di questa condizione nella quale

le altre bambine facevano tutto per interesse, affinché io suggerissi e lasciassi copiare i compiti”.

Nora Ephron ci mostra la malinconia di una donna che affronta il proprio fallimento matrimoniale, che implica fare i conti con ciò che gli altri pensano, ma soprattutto con ciò che pensa lei di sé.
Kathryn Chetkovich invece ci racconta la storia della sua vita di coppia, apparentemente del tutto normale, in realtà caratterizzata da una condizione precisa: sia lei che il compagno sono scrittori, lui (volutamente non vi dico chi è e quale romanzo stia scrivendo) di successo, lei no. Il sentimento che governa il racconto, dal punto di vista della scrittrice è l’invidia, raccontata con delicatezza, ma sempre con estremo realismo.

(…) i successi dell’uomo erano un fiore all’occhiello per la moglie: un segno che aveva fatto un buon matrimonio. Ma quel felice scenario funziona solo nei casi in cui il successo dell’altro è in un’area lontana dal proprio campo. Quando invece è un rivale, comincia il «processo di paragone» in cui ci misuriamo all’altro e ci sentiamo sminuiti. Fortunatamente la competitività è limitata a poche aree. Sfortunatamente, però, si tratta di aree molto importanti: proprio quelle su cui si fonda il nostro senso d’identità.

Natalia Ginzburg, con il “Discorso sulle donne” si racconta mettendo in luce il lato che spesso noi donne tendiamo a tenere nascosto, quello più intimo:

Le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne. Sono una stirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiavitù sulle spalle…”.

Una vera e propria esortazione ad avere il coraggio di essere noi stesse, senza dover per forza dimostrare niente di più e niente di diverso.
Mary Miller nel suo “il 37” racconta la vita nel momento in cui, di fronte alle difficoltà, si ha la tentazione di tornare indietro, di mollare tutto, perché si vive la sconfitta come una certezza.
Potrei citare almeno una frase di ognuno di questi piccoli capolavori, ma credo non sarebbe giusto. Sarebbe anticipare troppo, togliere il piacere della scoperta, la gioia della lettura, la fascinazione di un genere, il racconto, che proprio nella sua brevità racchiude, per certi aspetti, il miracolo della letteratura.
Annalena Benini con ‘I racconti delle donne‘ ha creato una antologia straordinaria composta da racconti scelti fra i più belli della letteratura mondiale; di certo sono quelli in cui le donne raccontano la loro vera essenza, il loro essere donna. Dice la curatrice:

Raccontare le donne significa raccontare una forza che all’improvviso squarcia tutto, oppure si nasconde, o cammina piano e prepara la strada a chi verrà dopo.”

È un libro che ho deciso di tenere sempre ben in vista nella mia libreria, perché di certo non lo leggerò una volta sola.

A. Benini (a cura di), I racconti delle donne, Einaudi, 2019, pp. 280, € 19.50

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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