Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio

Katherine Rundell

Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio” è il titolo di un piccolo libro dalla copertina rossa con un gufo disegnato, che ha attirato la mia attenzione mentre vagavo, senza nessuna idea precisa, tra gli scaffali di una libreria di Ferrara che amo molto, che si chiama ‘Testa per aria’. Come capita spesso, proprio quando non cerco nulla in particolare, trovo chicche alle quali non so resistere.
Il titolo è una domanda chiara e diretta alla quale, nelle 63 pagine di cui si compone questa sua opera, Katherine Rundell dà più di una risposta. L’autrice si rivolge perché leggere libri per ragazzidirettamente al lettore, al quale espone le sue ragioni senza filtri e senza inutili giri di parole. Per rispondere alla domanda perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio, parte da un aneddoto che riguarda una dichiarazione dello scrittore Martin Amis e che non lascia spazio a equivoci:

Le persone mi chiedono se ho mai pensato di scrivere un libro per ragazzi. E io rispondo: “Se avessi un grave danno cerebrale, forse sì, potrei anche scrivere un libro per ragazzi”.

La Rundell scrive libri per ragazzi e sa bene che Amis ha solo avuto il coraggio di esplicitare una convinzione in realtà piuttosto diffusa. Far comprendere l’importanza di leggere libri per ragazzi significa anche valorizzare il suo lavoro.
Per apprezzare una cosa bisogna prima conoscerla e Katherine Rundell vuole aiutarci proprio in questo.
Delle fiabe, ad esempio, ci dice che sono

un genere più libero e sovversivo

rispetto ai manuali di buone maniere per bambini che le avevano precedute.

Sono concepite da sempre come un modo per rivolgersi contemporaneamente a tutti

e sono anche un indicatore della nostra evoluzione culturale. I bambini sono lettori esigenti che approcciano la lettura con “la rabbia” di chi vuole capire; ecco perché scrivere per loro è una cosa seria. Lo sanno che

 le fiabe vere raccontano la fame: fame di potere, soprattutto; ma anche fame di giustizia, amore, cambiamento e trasformazione, fame di altre persone;

così come sanno che

inscenano ogni genere di violenza, ingiustizia, disgrazia, ma lo fanno per denunciarne l’inutilità.

I piccoli non sono lettori ingenui, tutt’altro. Affrontano la lettura come una sfida che deve prevedere anche il divertimento e la meraviglia, la possibilità di stupirsi di ciò che accade oltre i limiti del possibile.
Un altro buon motivo per leggere libri per ragazzi è che

ci sono buoni libri riservati solo agli adulti, perché per la loro comprensione richiedono esperienze di vita adulta, ma non ci sono buoni libri riservati solo ai bambini.

Tra le cose dimenticate della vita adulta c’è un elemento magico che è l’immaginazione:

Quando leggiamo libri per ragazzi, abbiamo l’occasione di leggere ancora come facevamo da bambini: di trovare la strada che ci riporta indietro, al tempo in cui ogni giorno era una nuova scoperta e il mondo era gigantesco, prima che l’immaginazione venisse tarpata e messa in riga, come se fosse un accessorio di cui si può fare tranquillamente a meno.

In queste poche pagine ci sono molte altre informazioni interessanti che riguardano questa letteratura e altre motivazioni per cui noi adulti non dovremmo smettere di leggere quel genere di libri. Quella di Katherine Rundell è una esortazione appassionata e sincera, scritta in modo efficace, incisivo e convincente.
Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio” merita la nostra attenzione, sia che leggiamo libri per l’infanzia sia, a maggior ragione, se non lo facciamo. E ricordiamoci sempre che

i libri per ragazzi non sono un posto in cui nascondersi, sono un posto in cui cercare.

K. Rundell, Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio, Rizzoli, 2020, pp. 63, € 10.00 (trad. S. Di Mella)

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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