Spillover. L’evoluzione delle pandemie

David Quammen

Sarò sincera: ho riflettuto molto se leggere o meno ‘Spillover’ di David Quammen in un momento come questo; temevo che mi avrebbe messo ancora più ansia di quanto non ne abbia già di fronte alla pandemia contro la quale stiamo combattendo. L’ho guardato e riguardato più volte e, alla fine, ha prevalso il desiderio di documentarmi e di cercare di capire la situazione.
Quella del Covid-19 non è la prima pandemia che dobbiamo affrontare; ce ne sono state molte altre prima di questa e l’autore ci guida in un viaggio che ripercorre le tappe e descrive le caratteristiche di quelle pandemie di cui tutti ricordiamo almeno il nome. ‘Spillover’ è del 2012 ed è arrivato in Italia nel 2014, grazie alla casa editrice Adelphi. Spillover libroÈ un libro che non può certo essere classificato in un unico modo. È sicuramente un saggio, ma è anche un volume di storia della medicina che si concentra sulle epidemie; è un reportage che ci porta in un mondo microscopico e invisibile, quello dei virus, che a dispetto delle loro dimensioni, hanno una forza e una capacità organizzativa in grado di spazzare via l’umanità (almeno a livello potenziale).
L’autore ha impiegato sei anni per scrivere ‘Spillover‘, sei anni durante i quali è vissuto a stretto contatto con scienziati, ricercatori, medici e virologi con l’aiuto dei quali ha cercato di ricostruire la storia e il funzionamento delle malattie che hanno origine dagli animali e che, a un certo punto, fanno il salto e si spostano sull’uomo (questo passaggio si chiama zoonosi).
 Ogni capitolo del libro è dedicato al racconto della storia di una grande epidemia: Hendra, Ebola, Sars, Herpes B, Febbre Q, Mixmoatosi, fino ad arrivare all’Aids. Quammen racconta come sono nate, come si sono evolute e come la scienza si sia rapportata a questi fenomeni difficilissimi da affrontare proprio per le loro caratteristiche di imprevedibilità e di novità, e per le loro capacità organizzative con le quali i virus responsabili si garantiscono, di volta in volta, la capacità di

affrontare quattro tipi fondamentali di problemi: come passare da un ospite all’altro, come entrare nelle cellule dell’ospite, come prendere il controllo delle cellule per fare in modo di replicarsi e come uscire – dalla cellula e dall’ospite”.

Che sono le operazioni che permettono loro di diffondersi, di proliferare e di sopravvivere a qualsiasi tentativo di contenimento.

La prossima pandemia potrebbe venir fuori da un mercato cittadino della Cina meridionale”.

Questa frase è scritta nel libro che, lo ripeto, è del 2012: non è quello che sta succedendo adesso? Non arriva forse da lì il Coronavirus che stiamo cercando di affrontare? Sembra una macabra profezia, ma in realtà è una ipotesi sulla quale sarebbe bene riflettere. Sembra proprio che non abbiamo imparato niente dal passato e dalle epidemie e pandemie che si sono susseguite nella nostra storia e che ‘Spillover’ racconta.


“Che sia chiaro da subito: c’è una correlazione tra queste malattie che saltano fuori una dopo l’altra, e non si tratta di meri accidenti ma di conseguenze non volute di nostre azioni. Sono lo specchio di due crisi planetarie convergenti: una ecologica e una sanitaria”.

Il messaggio di David Quammen è chiaro: in tutto quello che accade noi non siamo solo vittime, ma abbiamo una grande responsabilità che sta innanzitutto nei nostri comportamenti. Possiamo anche fare finta che non sia così e che il problema delle pandemie sia marginale, ma sappiamo bene che

“in quanto esseri umani siamo parte della natura, e che la stessa idea di un mondo naturale distinto da noi è sbagliata e artificiale”.

Il mondo è uno solo e noi abbiamo il dovere di fare la nostra parte, iniziando con l’assumerci le nostre responsabilità.
Quammen dice

Non ho scritto questo libro per spaventare il pubblico, ma per renderlo più consapevole”.

Credo che consapevolezza sia, ancora una volta, una parola chiave per tutti.

D. Quammen, Spillover, Adelphi, 2017, pp. 608, € 14.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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