L’opera. Il dramma della perfezione

Emile Zola

L’opera’ di Emile Zola è uno dei romanzi più affascinanti che io abbia letto in questo ultimo periodo. Pubblicato nel 1886, è senza dubbio lo scritto programmatico con il quale l’autore ci espone

la sua concezione del ruolo dell’arte e delle modalità con cui la creazione artistica deve esprimersi.

Al di là di questa funzione, ‘L’opera’ è prima di tutto un romanzo che ha come protagonista Claude Lantier, un pittore leader di un gruppo di giovani artisti, che hanno l’ambizione di rivoluzionare i mondi della pittura e della scrittura ponendosi in linea di rottura con l’ufficialità accademica che impone le regole a queste due forme d’arte. Se Claude Lantier si pone come elemento di rottura nell’arte è l’amico aspirante scrittore Pierre Sandoz che si assume lo stesso compito nell’ambito della produzione letteraria.

Ah! Come sarebbe bello dedicare tutta la propria esistenza a una sola opera e tentare di metterci cose, animali, uomini, l’immensa arca! E non nell’ordine dei manuali di filosofia, […] ma nel pieno flusso della vita universale, […] insomma, il grande Tutto, senza altezza e bassezza, sporcizia o pulizia, così com’è articolato… È indubbio che poeti e romanzieri si debbono rivolgere alla scienza, oggi è l’unica fonte possibile.

Parallelamente alla dimensione lavorativa, Zola ci racconta anche la vita privata di Claude Lantier.
In un clima per certi aspetti triste e romantico il pittore conosce per caso, in una notte piovosa, Christine, una ragazza schiva e riservata della quale si innamora e che da modella diventerà per lui compagna di vita e madre del loro unico figlio. Vivono una storia d’amore intensa e tipicamente l'opera libroottocentesca fatta di ristrettezze economiche, isolamento, passione travolgente destinata però a deteriorarsi per colpa dell’ossessione della pittura che travolge Claude. I suoi quadri sono sempre più fallimentari, vengono rifiutati dalle esposizioni accademiche ufficiali e derisi nel Salon des refusés.
E più sono fallimentari, più l’ossessione di Claude diventa pericolosa e ingovernabile: di più, sarà la causa del finale più terribile al quale il lettore possa pensare di assistere.

L’arte è gioia e rivoluzione, impegno e dedizione, ma anche follia, ossessione.

Emile Zola crea un personaggio, Claude Lantier esemplare: è il ritratto di un artista talmente ossessionato dalla propria idea di arte e di opera d’arte, da non riuscire a realizzarla e nemmeno a lasciare di sé, al termine della propria vita, un’immagine completa, ma solo schizzi, quadretti, tentativi fallimentari attraverso i quali farsi ricordare – o peggio – deridere e dimenticare.
È il dramma di chi diventa schiavo di un’idea di perfezione che non è perseguibile e realizzabile, perché non esiste.
Ne ‘L’operaEmile Zola mette tutto: arte, amore, follia, amicizia, scontro con la realtà; mette anche se stesso nella figura del letterato Pierre Sandoz che, come l’amico Claude è perennemente insoddisfatto dei risultati che riesce a ottenere con la propria scrittura.
Questo romanzo di poco meno di quattrocento pagine, arriva a momenti di altissimo lirismo. Zola è scrittore estremamente scrupoloso e la sua abilità descrittiva sia dei luoghi in cui la vicenda si svolge, sia degli stati d’animo dei protagonisti permette al lettore di immergersi nella storia e di vivere insieme ai personaggi gli spazi, gli eventi e le frustrazioni che danno corpo alla narrazione. È una scrittura fortemente visiva, “pittorica”; per il lettore è impossibile non ritrovarsi immerso nel mondo che ‘L’opera’ racconta e non condividere la quotidianità e gli stati d’animo del gruppo di amici artisti che ha la volontà di compiere un atto di rottura verso una realtà consolidata per portosi come la vera alternativa capace di creare un mondo dell’arte degno di essere vissuto.

E. Zola, L’opera, Garzanti, 2008, pp. 406, € 12.00 (trad. F. Cordelli)

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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