I sette pilastri della saggezza

Ho letto “I sette pilastri della saggezza” per la prima volta molti anni fa per merito di una collega di lavoro che aveva una passione incondizionata per T. E. Lawrence, meglio noto come Lawrence d’Arabia. Me ne parlava in continuazione, con tanto entusiasmo, da convincermi a leggere questo libro. Quest’opera è molte cose insieme. È un diario di guerra, una autobiografia dell’autore, un libro di memorie, una ricostruzione di un periodo storico, in effetti non molto conosciuto, quale la rivolta araba (1917-18) che si svolse durante la Prima Guerra Mondiale e di cui Lawrence d’Arabia fu il massimo condottiero.i sette pilastri della saggezza
I sette pilastri della saggezza ha una gestazione molto travagliata, nel senso che lo stesso Lawrence d’Arabia ci lavora per tutta la sua vita, alternando fasi di profonda convinzione a fasi in cui rinnega il suo stesso scritto. Il manoscritto viene continuamente rimaneggiato, tanto è vero che la prima pubblicazione del testo integrale è del 1997, alla scadenza del copyright, e riproduce fedelmente la versione oxoniense del 1922.
Ho detto che questo libro è molte cose insieme. È prima di tutto un testo appassionato di Lawrence su se stesso. È un racconto di guerra, ma non abbastanza preciso per essere considerato un libro di cronaca; forse la definizione che più si addice al testo è che siamo di fronte a un diario in cui l’autore racconta la (sua) storia, ma sempre accompagnata dall’espressione dei propri sentimenti, delle sensazioni che vive, della dimensione individuale che non può non integrarsi con i fatti nel loro insieme. Ci sono molti momenti in cui Lawrence d’Arabia racconta i propri stati d’animo, le proprie emozioni.
Splendide e suggestive le descrizioni dei Castelli dei Crociati che racconta con grandissima precisione, propria di uno studioso attento (la sua tesi di laurea si intitola proprio ‘I castelli crociati’). Ovviamente, se ci avviciniamo a questo testo con gli occhi e le conoscenze che abbiamo oggi, quelle descrizioni ci fanno sorridere, ma fino a un certo punto. Rimane estremamente affascinante vedere trasparire dalle righe l’uomo appassionato prima del condottiero, l’eroe romantico in grado di conquistarci proprio per la sua umanità. T. E. Lawrence vive questa esperienza con il cuore e con l’anima e porta con sé il lettore ben al di là dei fatti che, in quanto episodi di guerra, erano e rimangono una povera cosa. La guerra viene descritta come miserabile anche se mossa da grandi ideali che verranno ben presto disattesi, in nome della più potente ragione economica di stato.
Ho riletto questo libro molte altre volte e ogni rilettura è più affascinante e suggestiva della precedente. Non sono i fatti che mi rapiscono, ma le parole, le descrizioni, le emozioni, il paesaggio, i sentimenti di un grande condottiero ancora oggi capace di catturare gli animi dei lettori.

Tutti gli uomini sognano, ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente, scoprono, al loro risveglio, la vanità di quelle immagini; ma quelli che sognano di giorno, sono uomini pericolosi, perché può darsi che recitino il loro sogno ad occhi aperti, per attuarlo.”

Questo era Lawrence d’Arabia.

 

T. E. Lawrence, I sette pilastri della saggezza, Bompiani, 2000, pp. 832, € 25.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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