I fratelli Kristmas. Un racconto di natale incredibile

«Niklas, te lo dico chiaro e tondo: hai la pressione alle stelle, il cuore alle stalle, la circolazione in rovina, l’artrite al galoppo, la periartrite, l’artrosi, l’alitosi, la spondilite, l’ernia del disco, l’osteoporosi, le vene varicose, l’ulcera, il gomito del tennista, il ginocchio della lavandaia, l’orecchio del mercante, pochi globuli bianchi, pochi globuli rossi, niente piastrine e zero cervello! QUINDI OGGI TU NON ESCI, E’ CHIARO?»

Niklas, uno dei “Fratelli Kristmas” è Babbo Natale e quello descritto è il suo stato di salute il 23 dicembre, l’antivigilia di Natale. Riusciamo ad immaginare una situazione più drammatica di questa? Il medico impedisce categoricamente a Niklas di consegnare i regali il 24 dicembre e questo, ovviamente rischia di compromettere del tutto l’esistenza stessa del Natale. i fratelli KristmasÈ tutto pronto per il viaggio tanto atteso dai bambini e non manca nulla, a parte colui che rende questa magia possibile da sempre. L’unica soluzione per salvare il salvabile è chiedere l’aiuto di Luciano Kristmas, fratello di Niklas anche se tra i due non corre buon sangue. Sono completamente diversi tra loro fisicamente, ma soprattutto lo sono nel modo di concepire il Natale. Sono in lite da tutta la vita, perché Luciano è un “uguagliatore e ritiene quindi che i bambini siano tutti uguali tra loro e, proprio per questo, meritino di ricevere lo stesso identico numero di regali: 3 per la precisione. Una logica che, dal punto di vista del principio, potrebbe anche essere giusta; sarebbe un modo per far sì che, almeno per una notte, la notte più magica dell’anno, tutti i bambini possano essere felici a prescindere dalla loro condizione di tutti i giorni. Sarebbe un modo per permettere allo spirito vero del Natale di avere la meglio su una quotidianità che per molte famiglie è difficile e rimane tale anche di fronte ai regali. In tutte le favole che si rispettino, però, non può mancare il cattivo che qui è un perfido costruttore di giocattoli e possessore dei parchi giochi di tutto il mondo il cui unico obiettivo è estendere il più possibile il suo impero.
Va da sé che anche a lui, soprattutto a lui, la logica dell’uguagliatore Luciano non piace ed è disposto a ricorrere a qualsiasi espediente pur di impedire che un principio giusto possa danneggiare le sue mire espansionistiche. A tutto questo garbuglio occorre aggiungere Pietro, detto P e Maddalena, detta Mad, rispettivamente di dodici e otto anni. P non crede a Babbo Natale, Mad ancora sì, totalmente; quello che è certo è che trascorreranno la notte più incredibile e fantasiosa della loro della loro vita.
Una trama semplice, scritta in modo divertente e adatta a bambini e adulti. Un modo simpatico per riflettere su temi importanti della vita di tutti, partendo da un momento che tutti, chi più chi meno, consideriamo magico. Vorrei che guardaste con attenzione anche la copertina di questo racconto che, nell’edizione Einaudi, è disegnata da Gipi: due Babbo Natale, direi i fratelli Kristmas, con caratteristiche fisiche completamente diverse tra loro e non a caso. Uno, il ‘vero‘ Babbo Natale con la barba bianca e la pancia, esattamente come ce lo immaginiamo, l’altro magro e con la barba scura. Due natali diversi, uno metaforicamente ricco e l’altro meno, uno come vuole l’immaginazione e l’altro come è nella realtà per qualcuno. Niklas e Luciano sono i fratelli attraverso i quali Giacomo Papi racconta che le diversità sociali che caratterizzano la vita di tutti i giorni possono addirittura esasperarsi nel periodo dei regali, quando chi è ricco lo è ancora di più come anche chi è povero lo è di più. Il tentativo dell’uguagliatore Luciano parte da questa consapevolezza che in qualche modo non vuole accettare, perché la considera ingiusta. Niklas mette l’accento sul fatto che se è vero che le disuguaglianze sociali sono ingiuste è altrettanto vero che i bambini sono tutti diversi l’uno dall’altro, tutti meravigliosi e tutti speciali e la magia del Natale è tutta per loro.

In fondo è merito dei bambini se anche noi adulti ci facciamo coinvolgere in questa magia, è merito dei bambini se Babbo Natale esiste e continuerà a farlo.

“Un racconto di Natale”, come dice il titolo, in cui protagonisti sono i bambini che, con la loro bellezza e la loro ingenuità, riescono a salvare il Natale e a viverlo come un momento divertente, imprevedibile, magico, ma allo stesso tempo vero, reale, con i suoi difetti, dove però il bene vince sempre sul male. Almeno per Natale, almeno nelle favole di Natale.

G. Papi, I fratelli Kristmas. Un racconto di Natale, Einaudi, 2015, pp. 227, € 17.50

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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