Ricordati di dimenticare la paura

Ho perso le olimpiadi. È una frase strana da pronunciare. Nessuno «perde le Olimpiadi». Qualcuno le vince, gli altri partecipano, nessuno le perde. È come con le lotterie. In teoria. Stamattina non riesco a pensare ad altro. «Ieri pomeriggio ho perso le Olimpiadi». All’ultimo colpo.

Comincia così “Ricordati di dimenticare la paura. Cosa fa di un atleta un uomo felice”. È il libro che ha scritto Niccolò Campriani nel 2013. Fino alle ultime Olimpiadi io non sapevo chi fosse questo atleta. La carabina non è uno sport di cui si parla molto e io, di lui, non avevo mai sentito parlare. Le Olimpiadi perse alle quali si riferisce sono quelle di Pechino 2008. Campriani ha perso la finale, ma la sua percezione è ben più ampia. Nella sua testa «ha perso le Olimpiadi».

La gente non sa molto del tiro a segno. Pensa che sia qualcosa di simile alle freccette del pub. E invece è uno sport feroce, che divora, che distrugge esistenze intere. La gente non sospetta neanche lontanamente quanto sia brutale e definitivo nei verdetti.”

Questa non è una biografia, è qualcosa di diverso. È il racconto di un percorso di consapevolezza che Niccolò ha voluto (e dovuto) fare proprio a seguito di quell’ultimo colpo sbagliato che ha decretato il verdetto brutale. Niccolò sognava di vincere le Olimpiadi fin da bambino, quando suo padre lo portava con lui al poligono del paese in cui vivevano, perché imparasse a sparare. Ha investito tutto e anche di più in questo sogno ed è proprio questo il motivo per cui Pechino 2008 ha ricordati di dimenticare la pauraavuto effetti talmente devastanti da convincerlo ad iniziare un percorso con Edward Etzel, psicologo dello sport che assomiglia moltissimo a un maestro zen. Ed (il diminutivo di Edward) arriva quando Campriani è completamente prigioniero della maledizione dell’ultimo colpo, il colpo della paura. Il tiro a segno è uno sport inesorabile, in cui la differenza tra la vittoria e la sconfitta è questione di pochi, pochissimi millimetri.
Le medaglie conquistate a Londra 2012 non sono affatto facili e lo si capisce in questo libro. Sono il frutto di un lavoro estenuante fatto su se stesso per la costruzione della consapevolezza di sé. Niccolò ripercorre la propria vita da quando era bambino e impara subito che

tutto ruota intorno all’insegnamento chiave: non si scaglia la freccia contro il bersaglio, ma contro se stessi. L’arciere è al tempo stesso origine e destinazione della freccia.

Ecco perché è così importante per Campriani capire chi è Campriani. Se è vero che chi scocca la freccia mira a se stesso, allora anche chi spara fa la stessa cosa. E più si sforza di voler centrare il bersaglio, più si espone al rischio del fallimento.

La vera arte è senza scopo, senza intenzione!

Il grande insegnamento del percorso che Campriani compie su se stesso è che “il vero fine non è il centro del bersaglio, (…) il vero fine è il gesto perfetto, assoluto, un gesto puro, talmente puro che lo si può compiere solamente in una condizione di distacco. Anzi, di più: un gesto talmente puro che si compie da sé.”
Un libro dal quale ciascuno di noi può trarre grandi insegnamenti e spunti di riflessione. Sì, perché non c’è solo il percorso con Edward Etzel. In questa storia di crescita e di maturazione hanno un ruolo fondamentale anche la fidanzata Petra Zublasing, con la quale Niccolò condivide tutto, la vita, lo sport, le responsabilità, le paure, l’università in America, gli allenamenti. Poi, c’è una bellissima amicizia con il tiratore Matthew Emmons, il grande campione americano, rivale nello sport, ma amico prezioso nella vita e anche in allenamento. Sia Campriani che Emmons sanno bene che nel tiro a segno, nulla di ciò che succede dipende dagli avversari, perché il bersaglio è per tutti fatto nello stesso modo, posto alla stessa distanza, così come la carabina ha le stesse identiche caratteristiche.

Un atleta, un uomo, è felice quando fa il massimo, quando compie un gesto perfetto, quando si guarda allo specchio e non ha rimpianti.”

È questo che ha imparato Niccolò Campriani ed è questo che impara chi legge “Ricordati di dimenticare la paura. Cosa fa di un atleta un uomo felice

N. Campriani, Ricordati di dimenticare la paura. Cosa fa di un atleta un uomo felice”, Mondadori, 2013, pp. 201, € 17.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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2 Risposte

  1. Daniele ha detto:

    Sembra proprio un bel libro. Non pensavo che un atleta di tiro a segno si interessasse di presenza e distacco. Un italiano poi. Grazie per la condivisione.

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