Le parole perdute di Amelia Lynd

L’Italia che cambia degli anni ’70 non sembra aver voglia di cambiare nel condominio di via Icaro 15, Milano”.

Nicola Gardini ambienta proprio in questo condominio la storia del romanzo Le parole perdute di Amelia Lynd. O meglio, il condominio è lo spazio allargato di tutta la vicenda, perché il punto di osservazione è la portineria del palazzo nella quale vive e lavora Elvira, la portinaia, con il marito e il figlio tredicenne Luca. La portineria è piccola, ma è il luogo in cui si intrecciano vita e parole dell’intero condominio. Elvira svolge i suoi compiti di portinaia tutti i giorni con grande serietà, ma è anche la persona che raccoglie le confessioni, le lamentele e i pettegolezzi di tutti i condomini che raccontano a lei ciò che non direbbero ma a nessun altro. Il condominio è anche l’universo all’interno del quale cresce Chino, diminutivo di Luca, che attraverso il vetro della portineria immagina che il mondo non sia altro che una trasposizione di quello che accade lì, in via Icaro 15, solo infinitamente più grande. parole perdute Amelia Lynd
Il caos ordinato del palazzo viene finalmente sconvolto dall’arrivo di una anziana signora inglese, Amelia Lynd, “non una vecchia gallina come l’Elvira aveva temuto, piuttosto un uccello nobile e variopinto, che le ali le aveva per volare”.
La nuova inquilina viene ovviamente messa al bando da tutti gli altri condomini, ma colpisce profondamente Luca che comincia a frequentarla con regolarità e assiduità affascinato dalla storia della anziana signora. Amelia viene da lontano e porta con sé un bagaglio di parole perdute, racchiuse in un dizionario scritto da lei, per insegnare ai bambini che ogni parola è, di fatto, una storia, un’esperienza, una riflessione. Il bambino rimane completamente affascinato dalla “maestra” che lo aiuta ad uscire dall’angusto spazio del condominio per farlo entrare nel mondo della conoscenza. Il libro delle parole perdute diventa il punto di partenza per rispondere alle infinite domande di Luca che esce da un’infanzia inconsapevole per entrare nell’adolescenza con un approccio attento e consapevole.
Un romanzo della formazione in cui l’autore mette molto di sé e della sua esperienza culturale. Tanto è vero che Luca, aiutato da Amelia, sceglie di iscriversi al liceo classico, dove avrà la possibilità di capire l’importanza della cultura e il fascino delle parole e della loro storia.


“Ci sono frasi, catene di parole che si allungano sotto la superficie del foglio e scendono in profondità remote dove la nostra coscienza non è in grado di spingersi neanche nei momenti di massima attenzione. Gli ‘scrittori di parole’ sono anzitutto lettori. Quelli di ‘significato’ assomigliano di più agli scienziati, agli anatomisti, ai botanici. Catalogano. Gli altri raccolgono e si dimenticano di classificare, perché quello che trovano preferiscono disseminarlo per casa, anche a costo di smarrire qualcosa. Che libertà invidiabile!

N. Gardini, Le parole perdute di Amelia Lynd, Feltrinelli, 2012, pp. 235, € 16.00

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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