Marie Curie. “Una piccola storia semplice, senza grandi eventi”

Le Autobiographical Notes di Marie Curie furono pubblicate per la prima volta all’interno del libro che lei stessa scrive sul marito Pierre Curie. In quella occasione Marie Sklodowska Curie dice di sé e della sua vita:

«È una piccola storia semplice, senza grandi eventi. Sono nata a Varsavia, da una famiglia di insegnanti. Ho sposato Pierre Curie e ho avuto due figlie. Ho lavorato in Francia

Non riesco ad immaginare una biografia più semplice, umile, essenziale. Eppure, all’epoca in cui la scrive, Marie Curie è già una leggenda vivente.
L’editore Castelvecchi raccoglie le Note Autobiografiche in questa edizione, a mio parere molto bella, e ne fa un libro a se stante, Autobiografia.


“Non riesco a concepire la mia biografia come completa espressione di sentimenti personali né come resoconto dettagliato di ogni avvenimento di cui mi rimane memoria. Molti dei nostri sentimenti cambiano con gli anni, e una volta sbiaditi possono sembrarci totalmente estranei. Gli avvenimenti perdono il loro interesse episodico e spesso li ricordiamo come se fossero accaduti a qualcun altro. In una vita, però, può esistere un indirizzo generale, un filo continuo, dovuto a poche idee dominanti e a pochi robusti sentimenti che spiegano e caratterizzano una personalità.

In queste poche righe iniziali una dichiarazione di poetica molto chiara, da cui emerge anche il carattere straordinario di una donna eccezionale.
Marie Curie, scienziata in un’epoca in cui già esserlo era cosa fuori dal comune, è la prima donna ad ottenere una cattedra alla Sorbona, è vincitrice di due premi Nobel, per la Fisica e per la Chimica, è cofondatrice della scienza della radioattività. Autobiografia Marie Curie
A molte persone basterebbe uno solo di questi fatti per ritenersi superiori a chiunque altro. Marie Curie, invece, vive la sua intera vita, non facile, all’insegna della modestia, della abnegazione e della dedizione assoluta alla ricerca scientifica e alla famiglia. E sono queste le caratteristiche che, nella sua Autobiografia, questa donna eccezionale mette in evidenza. Avrebbe potuto soffermarsi su mille particolari e mille vicende della sua esistenza che, per noi lettori, sarebbero stati comunque notevoli. Sceglie invece di mettere in risalto le tappe che considera fondamentali della sua vita e della sua carriera lavorativa. L’amore per il sapere scientifico unisce Marie e Pierre fin dal primo incontro convinti entrambi del fatto che la scienza abbia “il potere di promuovere il bene generale dell’umanità”. Pierre Curie muore molto presto e Marie decide che il suo compito non è più solo di dedicarsi alla scienza per il bene dell’umanità, ma anche per continuare a perseguire il sogno di una vita, ovvero fondare un Istituto della radioattività capace di diventare un punto di riferimento per la ricerca accademica, ma anche industriale. Marie Curie mette ben in evidenza come la ricerca scientifica sia tutt’altro che una faccenda teorica e di pensiero. Fare ricerca significa agire, mettere le mani in pasta, sperimentare, sbagliare, fallire e riprovare, senza sosta. Durante la guerra è la prima a scendere sul campo di battaglia, per mettere al servizio della Francia i vantaggi dell’utilizzo dei raggi X ai fini terapeutici. Applicare le sue scoperte scientifiche sui feriti serve ai soldati per avere diagnosi veloci e a lei per continuare a fare esperienza in un campo in cui si era solo agli inizi. Marie Curie crede fermamente nell’importanza dell’istruzione femminile e la guerra è di nuovo l’occasione per far crescere le donne; le introduce alle scienze infermieristiche, perché possano imparare a usare le macchine ai raggi X al posto degli uomini impegnati al fronte.
Queste pagine di Autobiografia si concentrano su pochi avvenimenti, ma estremamente significativi: il periodo complicato della formazione scolastica, il matrimonio con Pierre Curie, la dedizione totale e incondizionata alla scienza per il bene comune e mai per un tornaconto personale.

L’umanità ha sicuramente bisogno di uomini pratici che sappiano valorizzare al meglio il proprio lavoro per il loro interesse, senza dimenticare quello generale. Ma ha bisogno anche di sognatori per i quali perseguire altruisticamente uno scopo è così tassativo che diventa impossibile per loro dedicare attenzione al proprio interesse materiale.

Questa era Marie Curie, donna, madre, scienziata. Un esempio di dedizione incondizionata al perseguimento dei propri sogni con serietà , impegno, sacrificio, lavoro e tanta tanta umiltà.

M. Curie, Autobiografia, Castelvecchi, 2017, pp. 74, € 10.00 (trad. M. De Pasquale)

Cecilia Mattioli

Lavoro con le persone. Amo leggere. Amo scrivere. Provo entusiasmo per qualsiasi cosa mi faccia crescere e non mi stanco mai di imparare

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2 Risposte

  1. Rita Pellegrini ha detto:

    Grazie Cecilia. il tuo post mi ha suscitato un vivo interesse a leggere questa autobiografia e a conoscere più da vicino Marie Curie.
    Mi ha colpito la citazione che hai riportata riguardo a come gli episodi della nostra vita acquistino un sapore diverso nel momento in cui li viviamo e quando poi li ricordiamo successivamente rivedendoli con il senno di poi e da un’altra prospettiva, con un maggiore distacco ed una maggiore maturità.

    • Cecilia Mattioli ha detto:

      Grazie a te Rita!
      mi fa davvero tanto piacere che tu abbia deciso di leggere questa autobiografia e di voler conoscere di più questa donna straordinaria. A me è piaciuta moltissimo sia per i contenuti che ha deciso di raccontare sia anche, forse soprattutto, per il modo in cui parla di sé. Una lettura davvero interessante in una edizione, quella di Castelvecchi, molto molto curata. Se ti va, fammi sapere se ti è piaciuta.

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